INSERIMENTO GRADUALE DI UN NUOVO ANIMALE IN FAMIGLIA

Perché fare un inserimento graduale? Prima di passare alla procedura dettagliata per un corretto inserimento, cerchiamo di capire perchè è così importante seguirla e perché la gradualità è il valore più importante da perseguire. Come è stato detto in apertura, il gatto ha due caratteristiche di specie importantissime: nasce come predatore solitario che, talora, può tollerare la presenza di consimili in contesti abbondanti di risorse, ma un consimile sconosciuto nel suo territorio, tende istintivamente ad averne paura e a reagire ringhiando, soffiando o addirittura attaccando perché lo interpreta come una minaccia, sia per la propria incolumità fisica, sia come un invasore arrivato ad occupare i suoi spazi.Non aspettatevi MAI, per nessun motivo al mondo, che mettendo di fronte due gatti – anche cuccioli – sconosciuti, questi potranno darsi una fugace “annusatina” e poi mettersi a giocare! I gatti non sono cani, non sono animali sociali obbligati e la conoscenza reciproca passa necessariamente dal superamento di una iniziale, istintiva, inevitabile ostilità reciproca che può esprimersi a vari livelli di intensità. Inoltre, non sottovalutate mai segnali come ringhi, soffi e zampate nervose perché spesso sono il sintomo di un rancore reciproco destinato a depositarsi nell'animo dei due gatti, per riesplodere con il tempo, magari dopo giorni, mesi o addirittura anni e dopo una convivenza apparentemente tranquilla.Detto questo, risulta chiaro che per ottenere una convivenza pacifica tra due gatti è necessario aiutarli a costruire nella loro mente un’idea positiva dell’altro, sin dal loro primissimo contatto. Permettere a due gatti di conoscersi con gradualità e senza scontrarsi nemmeno una volta, getterà le basi per una convivenza in cui i due soggetti saranno legati non solo da una mite (e talvolta instabile) tolleranza, ma addirittura da una grande amicizia!Al contrario, due gatti costretti a conoscersi in un ambiente chiuso come un appartamento, senza gradualità, fatti incontrare da subito e lasciando fare tutto agli eventi, è molto probabile che nel relazionarsi rimangano condizionati dal ricordo del loro primo incontro, fatto di paura, agitazione, ansia e aggressività. Del resto, immaginate di essere comodamente seduti sul divano di casa vostra e che vi venga a trovare un amico accompagnato da una persona a voi sconosciuta la quale, appena varcata la soglia di casa, inizia a minacciarvi alzando le mani e a rivolgervi epiteti. Che probabilità c’è che con questa persona stabiliate una sincera e duratura amicizia? Probabilmente, se rimaneste da soli su un’isola deserta, imparereste anche a sopportarvi ma con l’intimo desiderio di fuggire lontano.Ai gatti accade la stessa identica cosa. Un individuo che si presenta “male” la prima volta, sarà visto sempre con diffidenza, il che alza le probabilità’ di litigi, scontri, zampate e convivenza stressante.Riassumendo, un corretto inserimento, allora, punta ad insegnare a Micio due cose fondamentali:il nuovo arrivato non è una minaccia dal punto di vista fisico (ossia non attaccherà, non aggredirà)nuovo arrivato non pregiudica la disponibilità delle risorse fino a quel momento avute (il cibo non diminuirà, lo spazio sarà a disposizione di entrambi, ecc.).A Micio queste due cose andranno “insegnate” e, basandosi esse sulle capacità di apprendimento, richiedono alcuni giorni per poter essere ben elaborate e assimilate. La procedura per l’inserimento, dunque, ha lo scopo di accompagnare Micio in questa fase di istruzione. Qual è la corretta procedura per l’inserimento? Prima di iniziare la procedura di inserimento, sistemate il nuovo arrivato in una stanza tutta per sè in cui avrete disposto una ciotola per l’acqua, per il cibo, dei giochini, una lettiera pulita e dei giacigli. L’applicazione dei feromoni mediante l'utilizzo di un diffusore potrà aiutare a donare al micio un senso di familiarità con il nuovo ambiente.Date tempo al micio di prendere confidenza con il nuovo ambiente e con tutti i membri della famiglia. Saprete che si è perfettamente integrato quando lo vedrete mangiare con entusiasmo, usare la lettiera regolarmente, riposarsi e avvicinarsi interessato a chiunque entri nella stanza.

Step 1

La conoscenza degli odori (1-3 giorni) Questa prima fase ha l’obiettivo di permettere ai mici di prendere confidenza con il rispettivo odore: per i gatti, il riconoscimento è una questione di olfatto e se prima di farli incontrare si dà loro la possibilità di associare un’idea positiva del rispettivo odore, quando si incontreranno saranno piu’ propensi a tollerarsi e a sentirsi a proprio agio.Passate addosso a ciascun gatto un panno pulito o un cotton fioc, con particolare riferimento alle zone delle tempie, della mascella e dei fianchi. Proponete il panno o il cotton fioc all’altro micio, permettendogli di annusare e di esplorarlo. Usate per ciascun gatto un panno diverso, senza mischiarli. Passate allo Step 2 solo se entrambi i mici non dimostrano alcun segno di paura o tensione dopo aver annusato.

Step 2

Il mix di odori (3 giorni) Scambiate di sovente gli oggetti a disposizione del nuovo arrivato e del gatto preesistente. Ciotole, cuscini, coperte, qualunque cosa con cui entrino in contatto. Ripete l’operazione del cotton fioc e/o del panno usando però un solo oggetto per entrambi i gatti. Passate allo Step 3 solo quando entrambi i gatti non dimostrino alcun segno di paura o tensione entrando in contatto con l’oggetto pregno dell’odore dell’altro.

Step 3

L’esplorazione (2-3 giorni) Consentite al nuovo arrivato di esplorare il resto della casa, tenendo l’altro (o gli altri) ben separato in una stanza adiacente. Questo permetterà al nuovo micio di conoscere il territorio e di farsene una mappa mentale. Quando lo vedrete aggirarsi per le stanze con sicurezza e disinvoltura, potrete passare allo Step 4.

Step 4

Presentazione visuale graduale Permettete ai mici, finalmente, di vedersi ma senza potersi toccare. L’obiettivo di questa fase è abituarli alla presenza reciproca senza che questa scada in aggressioni o attacchi. Tenete i mici separati attraverso una porta in vetro, una porta di plexiglass appositamente costruita, una porta di rete o, in mancanza di alternative, attraverso una piccola fessura della porta pre-esistente, fermata con un chiodo e dello spago.Date da mangiare regolarmente ai mici, ciascuno nella propria zona della casa e dedicate ad entrambi del tempo per delle sessioni di gioco.A man mano che passano i giorni senza che si verifichino aggressioni, i mici saranno portati ad avvicinarsi, giocare e persino a mangiare sempre più vicini tra loro.Passate allo Step 5 quando nessuno dei due gatti esibisce più dimostrazioni di paura o di aggressività.

Step 5

L’incontro Fate incontrare i gatti permettendo loro di muoversi liberamente nello spazio di casa. Muovetevi con calma e usate un tono di voce rassicurante. E se qualcosa va storto? Nel caso in cui uno o entrambi dovessero mostrare segnali di paura o aggressività, tornate allo Step 4 per qualche altro giorno. In ogni caso, non sgridate MAI i gatti, cercate di capire che sono chiamati ad uno sforzo di adattamento che, a seconda dei caratteri, può risultare più o meno ostico e che in questo processo vanno aiutati e guidati. inserimento può fallire completamente?Anche se sono più numerosi i casi in cui si riesce ad arrivare ad una convivenza pacifica, è doveroso tenere presente che ci sono anche quelli in cui il gatto residente non arriva mai ad accettare il nuovo arrivato. Si tratta, generalmente, di gatti particolarmente territoriali, magari un pò in là negli anni, assolutamente indisponibili a vedersi invadere gli spazi da un altro gatto o di gatti con profonde carenze di socializzazione o, ancora, di gatti traumatizzati da inserimento troppo accelerato e brutale. In questi casi, purtroppo, l'unica soluzione per ristabilire la pace in famiglia è il riaffido del nuovo arrivato. Questione di feeling… Come è già stato detto in precedenza, la procedura di inserimento ha l’obiettivo di massimizzare la probabilità che i due mici si incontrino e si conoscano costruendo da subito un’idea reciproca positiva. Questa positività è la base per costruire, nel tempo, un rapporto amichevole e persino affettuoso tra i due mici, senza la quale il massimo a cui si può aspirare è una indifferente, talvolta instabile, tolleranza reciproca dettata dall’obbligo imposto ai gatti di adattarsi alla vita comunitaria.Tuttavia, non dimenticate mai che ogni gatto è un mondo a sè e che ogni gatto ha il proprio carattere: può succedere, quindi, che malgrado l’inserimento venga condotto ad opera d’arte, la relazione tra i due gatti resterà comunque mite e benevola, senza eccessi. Sappiate accontentarvi. Sappiate riconoscere che, malgrado tutto, state pur sempre chiedendo ad una creatura dall’anima solitaria di accettare un consimile nella sua vita.