DINGO, IL CANE CHE DIEDE IL NOME AL RIFUGIO

GAZZETTINO DI PORDENONE
8 FEBBRAIO 2007
MORTO DINGO, DIEDE IL NOME AL CANILE

Dedico lo spazio della mia rubrica di questa settimana per un saluto, triste ma dolce; e' un ringraziamento a un cagnolino che ci ha dato tanto, un cagnolino che tutti conosciamo: Dingo.
Dingo, il capostipite del Rifugio che porta il suo nome, un cane che Franca Valerio, responsabile del Rifugio, e tutti i volontari non dimenticheranno mai.
E il fatto che il canile si chiami come lui, e' un bel ricordo per farlo "vivere" per sempre.
Se n'e' andato due giorni fa, l'ultimo sospiro di un animo stanco e vecchio. Vecchio si', perche' Dingo aveva 20 anni e di avventure ne aveva passate tante.
Tutto inizio' nel 2001 quando un ragazzo di nome Maurizio chiese aiuto a Franca: aveva scoperto, dietro una fabbrica in Comina, un recinto con all'interno due cani denutriti e privi di forza.
Subito Franca e i volontari del Rifugio corsero sul posto e, dopo accurate e accorate "indagini", scoprirono che i due cagnetti, un pastore belga che chiamarono Giada e un meticcio marrone, il nostro Dingo appunto, erano rinchiusi in quella gabbia da 14 anni.
Il vecchio padrone aveva venduto la fabbrica, lasciando li gli animali, che ogni tanto i dipendenti sfamavano. Ma il cibo era poco, Giada e Dingo erano tristi e denutriti e cosi' Franca e i suoi amici decisero di prendersi cura di loro.
Ogni giorno andavano a trovarli, li curavano, coccolavano e nutrivano, il sabato e la domenica li facevano uscire dal recinto e camminare un po'... finche' un brutto sabato Dingo scopri' un buco dal quale usci', fuggendo.
Per 15 giorni non se ne seppe piu' nulla, nonostante le telefonate, i volantini, gli annunci e l'aiuto delle tv locali. Dove era finito Dingo?
Franca e Maurizio scoprirono che un ragazzo di Spilimbergo lo aveva investito e poi abbandonato nelle grave del Tagliamento.
Corsero sul posto, ma di Dingo non c'era traccia "Fu un miracolo ritrovarlo - ci racconta Franca - Fu un signore a segnalarci, mentre correvamo a destra e a sinistra lungo le grave, disperati e preoccupati, dove si trovava; quando lo abbracciammo piangemmo dalla gioia, ma lui stava male: aveva una lesione alla colonna vertebrale e una frattura al bacino che lo costrinse a 40 giorni con busto e a fare riabilitazioni."
A causa di quel brutto incidente gli rimase un muscolo atrofizzato.
Acciacchi a parte, Dingo si salvo', piu' forte e recidivo delle sue disavventure e, poco dopo la guarigione, arrivo' nel suo recinto una cagnetta abbandonata da americani, Macchietta (Giada si era nel frattempo ammalata ed era morta), e dopo 65 giorni i due diventarono genitori di Dingo junior e Valentino, due batuffolini cicciotelli poi adottati, assieme alla loro mamma, da famiglie amorevoli e calorose.
Dingo si ritrovo' cosi' di nuovo solo, senza moglie e senza cuccioli, fu allora che arrivo' Heidi, un bellissimo pastore belga che Dingo crede sia la sua amatissima vecchia Giada tornata per tenergli compagnia.
Negli ultimi anni dovevate vederlo: camminava con la testa chinata in avanti, come se si portasse dietro tutto il peso degli anni e delle disavventure che la vita gli ha regalato.
La sera pareva fosse talmente stanco da non avere piu' voglia di reagire, ma poi la mattina successiva scodinzolava pimpante e chiedeva di uscire dalla sua roulotte per una corsa, si fa per dire, all'aria aperta!
Condivideva la sua cuccia con Heidi, un pastore belga femmina e viveva costantemente con il cappottino nei mesi invernali.

Ciao Dingo, buon viaggio...